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Grazie (tipografia)
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In mwfgtipografia, le mwfwgrazie sono elementi che ornano il piede o la testa di un mwgacarattere. Sono dette anche mwgqfinezze, mwggtratti, mwgwterminali o mwhaterminazioni.cite-ref-1[1] Sono detti "graziati" i caratteri che presentano grazie. Sono invece detti "mwiqbastoni" i caratteri non graziati.cite-ref-2[2]

Contents

Note

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Caratteristiche ed evoluzione storica

Il primo esempio di carattere con grazie è il mwlqlapidario romano. Esso nasce da una necessità concreta ancor più che estetica; nella fattispecie, dalla difficoltà degli scalpellini dell'antica Roma di incidere le lettere nella pietra con terminazioni ad angolo retto. Un modello piuttosto famoso e usato è quello, ricostruito da L. C. Everett, inciso alla base della mwlgcolonna traiana e preso a modello per il mwlwTrajan pubblicato dalla Linotype. Il lapidario originale aveva il rapporto base/altezza dell'asta verticale di uno a dieci, una copia dai rapporti meno estremi è utilizzata ad esempio per scrivere il titolo dei film della serie mwmqmwmgGuerre stellari di mwmwGeorge Lucas a partire da mwnamwnqLa minaccia fantasma.

Quando si dice che l'arte della stampa con caratteri mobili fu inventata da mwnwJohannes Gutenberg, non si vuole intendere che questa fosse sconosciuta in occidente, né tanto meno in oriente. Ciononostante, le difficoltà tecniche che Gutenberg dovette affrontare furono notevoli, soprattutto se si pensa che i mwoacinesi dovevano incidere non singole lettere ma mwoqideogrammi, e perciò mwogparole intere. Le prime lettere da stampa furono molto simili a quelle usate dagli mwowamanuensi, chiamate comunemente mwpacaratteri gotici o, in tedesco, mwpqfraktur. I caratteri gotici erano comunque più complessi e meno leggibili del dovuto.

I primi caratteri tipografici per la stampa vengono chiamati "veneziani"; infatti, dopo una sanguinosa mwpwguerra civile, nel mwqa1462, quasi tutti gli stampatori di mwqqMagonza lasciarono la città e molti di questi si trasferirono in mwqgItalia, principalmente a mwqwRoma e a mwraVenezia. Tra questi anche lo stampatore francese mwrqNicolas Jenson, il quale era stato inviato dal mwrgre di Francia, mwrwCarlo VII, a Magonza per imparare direttamente da Gutenberg. Jenson ideò e costruì a Venezia, intorno al mwsa1470, quello che dovrebbe essere il primo carattere per la stampa non mwsqgotico. Fu utilizzato per la pubblicazione della mwsgPraeparatio Evangelica di mwswEusebio di Cesarea. Molti tipi di carattere che oggi portano il suo nome hanno ben poca relazione con il tipo originale, tranne il Centaur del mwtqtype designer Bruce Roger (1870–1957) che gli si avvicina molto.

Notevole è il contributo dato all'arte della stampa dall'editore veneziano mwuaAldo Manuzio. Si ricorda il carattere tipografico, disegnato da mwuqFrancesco da Bologna, detto mwugil Griffo, per la prima edizione del mwuwmwvaDe Aetna di mwvqPietro Bembo, mwvg1495 (mwvwqui è possibile trovarne una copia in formato digitale). Il corsivo di questo carattere è stato studiato da mwwaFrancesco Griffo dagli scritti degli archivisti pontifici. Si tratta di un carattere tipografico elegante e proporzionato, ma ancora molto legato alla mwwqgeometria. Il mwwgtipo mwwwBembo, ricostruito da mwxaStanley Morison nel mwxq1928, e Griffo Classico riprendono con sufficiente accuratezza lo stile del carattere originale.

È importante anche la costruzione dei caratteri, da molti attribuita a mwyaLeonardo da Vinci, inserita alla fine del volume scritto da mwyqLuca Pacioli nel mwygDe divina proportione. Questi caratteri tipografici si avvicinano molto al lapidario romano.

Un altro dei primi esempi di carattere tipografico con grazie per la stampa fu ideato dal mwdatipografo mwdqparigino Geoffroy Tory che, dopo gli studi in mwdwItalia, tornò in mweaFrancia dove iniziò a lavorare per l'editore mweqHenri Estienne. I suoi lavori furono i primi del periodo a liberare i caratteri tipografici dal peso della scrittura amanuense e a utilizzare le geometrie più simili ai caratteri moderni. Nella pubblicazione mwegChamp Fleury (mwew1529) egli illustra la teoria e il disegno delle mwfamaiuscole.

Anche il poliedrico ingegno di mwfgAlbrecht Dürer, che precedentemente aveva disegnato anche mwfwcaratteri gotici, ideò un sistema di costruzione delle lettere latine maiuscole, pubblicato in un lavoro sulle tecniche artistiche nel mwga1525.

Il famoso disegnatore mwggClaude Garamond fu allievo di Tory, dal 1530, e prima di mwgwSimon de Colines, dal 1520. Il primo carattere tipografico disegnato interamente da Garamond fu ideato per l'edizione di mwhaParaphrasis in Elegantiarum Libros Laurentii Vallae, di mwhqErasmo ed era basato sul lavoro di Francesco da Bologna per il mwhgDe Ætna. Nel mwhw1540 il re mwiaFrancesco I commissionò a Garamond il disegno di un nuovo tipo per il mwiqgreco, battezzato mwiggrec du Roi (greco del re) e usato dall'editore mwiwRobert Estienne. Dopo la sua morte, Christoph Plantin acquistò gran parte dei tipi prodotti da Garamond, che viene considerato tutt'oggi una delle massime espressioni del disegno tipografico del mwjqXVI secolo. Molti dei tipi disegnati oggi sono copie più o meno lontane dal disegno originale. Si cita il Simoncini Garamond, usato da molti editori italiani, quali ad esempio mwjwMondadori ed mwkaEinaudi, molto meno aggraziato dell'originale. Una delle più eleganti ricostruzioni del carattere è stata creata per la mwkqAdobe nel mwkg1989 da Robert Slimbach; chiamata Adobe Garamond, ha vinto numerosi riconoscimenti. Il corsivo è ripreso dal disegno di mwlqRobert Granjon, un talentuoso figlio di Jean Granjon, contemporaneo e collega di Garamond; a questo disegno si rifanno numerose copie moderne del Garamond.

Anche l'mwmainglese mwmqWilliam Caslon (mwmg1692 - mwmw1766) fu un prolifico disegnatore. I suoi caratteri prendono spunto dal Garamond, giungendo a uno stile più ordinato e meno raffinato. La sua fonderia, nota come "H.W. Caslon & Co.", passò di mano a vari membri della famiglia, sino al mwna1937, quando venne acquistata da Stephenson Blake.

Grazie ai progressi nella tecnica dei metalli, l'italiano mwnwGiovanni Battista Bodoni (1740 - 1813) e il francese mwoaFirmin Didot riuscirono a creare caratteri tipografici molto più sottili. Compositore sin dal 1758 nella stamperia di mwoqPropaganda Fide a Roma, Bodoni è chiamato a dirigere la stamperia Règia di mwogParma nel mwow1768. Coadiuvato dai suoi migliori allievi, gli mwpaAmoretti, tra cui si distinse mwpqAndrea Amoretti, disegna nuovi caratteri tipografici, crea nuovi inchiostri e, nel mwpg1791, fonda una propria stamperia. Tra le edizioni più note, distinte per la qualità delle incisioni, della carta, e della stampa: gli mwpwEpithalamia exoticis linguis reddita (1775), le mwqqopere di Orazio (1791), del Poliziano (1795), la mwqgmwqwGerusalemme liberata, la mwraOratio dominica (1806) stampata in 155 lingue e l'mwrgmwrwIliade. Il mwsaManuale Tipografico, pubblicato postumo nel mwsq1818, è una delle più grandi opere integrali sulla tipografia mai composte.

Nella stessa epoca, il francese mwswFirmin Didot, nato a Parigi il 14 aprile mwta1764, letterato, tipografo, incisore e fonditore di caratteri, nonché fabbricante di carta, ideò, assieme al padre, una nuova serie di caratteri, molto vicina allo stile Bodoni, ma ancor più sottile grazie alla tecnologia applicata. In realtà il nome di Didot appartiene a un'intera famiglia che per tutto il mwtqSettecento lavorò nella produzione libraria e il cui capostipite fu François Didot (1699). François-Ambroise, il figlio, diede nome all'unità di misura tipografica, il mwtgpunto Didot. A partire dal 1770 la misurazione dei caratteri non fu più a discrezione del fonditore, ma regolata secondo la nuova unità di misura. Anche il fratello Pierre-François, lavorò all'industria di famiglia.

Firmin, a sua volta figlio di François-Ambroise, lavorando come incisore di caratteri, si trovò di fronte a un difficile problema per un tipografo: un libro di matematica che trattava, nello specifico, gli mwuaintegrali. Nel mwuq1795 veniva edita la mwugtavola dei logaritmi di Callet, i cui numeri incolonnati ponevano problemi per una stampa a caratteri mobili, e così Didot risolse il problema con l'invenzione della mwvastereotipia.

Si ricorda anche l'incisione dei caratteri per l'edizione di mwvgVirgilio, presentata durante l'esposizione dei prodotti dell'industria nel mwvw1798, che guadagnò ai Didot la fama che mantengono ancor'oggi.

L'mwwqinglese mwwgStanley Morison (mwww1889 - mwxa1967) è l'incisore e disegnatore passato alla storia per il carattere tipografico mwxqTimes New Romancite-ref-3[3]. mwygObiettore di coscienza, venne imprigionato durante la mwywprima guerra mondiale e nel mwza1918 divenne supervisore del disegno alla Pelican Press. Nel 1922 fondò una società, la Fleuron Society, che si dedicava alla mwzwtipografia. Dal mw0a1923 al mw0q1967 fu consulente per la mw0gMonotype Corporation, dove curò l'adattamento e la ricostruzione di caratteri tipografici storici, quali il mw0wBaskerville e il Bembo. Pubblicò anche il Blado nel mw1g1923.

Dal 1929 al 1960 fu anche consulente tipografico del Times e, come detto, nel 1931 assieme al grafico Victor Lardent creò il carattere mw2aTimes New Roman, utilizzato per la prima volta nel mw2q1932 e pubblicato dalla Monotype nel mw2g1933.

Dal 1961 sino alla sua morte fu membro del gruppo editoriale della mw3aEncyclopædia Britannica.

Il mw3gtedesco mw3wHermann Zapf (1918 - 2015) è stato uno dei più prolifici disegnatori di caratteri tipografici al mondo. Tra i suoi numerosi lavori, il mw4aPalatino Linotype (1948), il Sistina (mw4g1950), molto simile al Traiano e l'mw4wAldus (1953). Tutti i caratteri con grazie di Zapf sono caratterizzati da un'elevata spigolosità, con uno stile molto calligrafico e unico.

Origini ed etimologia

I caratteri con grazie provenivano dai primi scritti greci ufficiali su pietra e in alfabeto latino con caratteri di iscrizione: parole scolpite nella pietra nell'antichità romana. La spiegazione proposta da padre Edward Catich nel suo libro del 1968 mw5gThe Origin of the Serif è ora ampiamente ma non universalmente accettata: i contorni delle lettere romane furono prima dipinti sulla pietra e gli intagliatori di pietra seguirono i segni del pennello, che svasavano alle estremità e agli angoli del tratto. Un'altra teoria è che le grazie siano state ideate per ripulire le estremità delle linee mentre venivano scolpite nella pietracite-ref-samara-4-0[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6].

Classificazione

I caratteri con grazie possono essere classificati storicamente in quattro sottogruppi: caratteri mw9qvecchio stile, mw9gtransizionali, mw9wDidone e mw-aa grazie squadrate.

Caratteri vecchio stile

I caratteri tipografici mwaqavecchio stile risalgono al 1465, poco dopo l'adozione da parte di Johannes Gutenberg della macchina da stampa a caratteri mobili. I primi stampatori in Italia creavano tipi che rompevano con la stampa a lettere nere di Gutenberg, creando stili verticali e successivi in corsivo ispirati alla calligrafia rinascimentalecite-ref-the-first-roman-fonts3-7-0[7]cite-ref-venetian-origins-of-roman-type3-8-0[8]. I caratteri con grazie vecchio stile sono rimasti popolari per l'impostazione del corpo del testo a causa del loro aspetto organico e dell'eccellente leggibilità su carta ruvida. Il crescente interesse per la prima stampa durante la fine del XIX e l'inizio del XX secolo ha visto un ritorno ai progetti di stampatori e fondatori di caratteri rinascimentali, molti dei quali sono ancora utilizzati oggicite-ref-garamond-griffo-and-others-the-price-of-celebrity-9-0[9]cite-ref-coles-top-ten-10-0[10]cite-ref-old-face-types-in-the-victorian-age-11-0[11].

Il tipo vecchio stile è caratterizzato da una mancanza di grandi differenze tra linee spesse e sottili (basso contrasto di linea) e generalmente, ma meno spesso, da uno stress diagonale (le parti più sottili delle lettere sono ad angolo piuttosto che in alto e in basso). Un font vecchio stile normalmente ha un asse della curva inclinato a sinistra con stress di peso a circa 8 e 2 in punto; i caratteri con grazie sono quasi sempre tra parentesi (hanno curve che collegano il carattere con grazie al tratto); i caratteri con grazie della testa sono spesso angolaticite-ref-12[12].

I caratteri vecchio stile si sono evoluti nel tempo, mostrando una crescente astrazione da quelle che ora sarebbero considerate caratteristiche di scrittura a mano e lettere nere, e spesso hanno aumentato la delicatezza o il contrasto con il miglioramento della tecnica di stampacite-ref-venetian-origins-of-roman-type3-8-1[8]cite-ref-unusual-fifteenth-century-fonts-part-1-13-0[13]cite-ref-unusual-fifteenth-century-fonts-part-2-14-0[14]. I caratteri vecchio stile sono stati spesso suddivisi in mwaskveneziano (o mwasoumanista) e mwassGaralde (o mwaswAldine), una divisione fatta sul sistema di classificazione Vox-ATypI. Tuttavia, alcuni hanno sostenuto che la differenza è eccessivamente astratta, difficile da individuare tranne che per gli specialisti e implica una separazione tra gli stili più chiara di quanto appariva in originecite-ref-dixon-2002-15-0[15]. Caratteri tipografici moderni come Arno e Trinité possono fondere entrambi gli stilicite-ref-arno-pro-specimen-16-0[16].

I primi tipi romani "umanisti" furono introdotti in Italia. Modellati sulla scrittura del periodo, tendono a presentare una "e" in cui il tratto trasversale è angolato, non orizzontale; una "M" con grazie a due vie; e spesso un colore relativamente scuro sulla paginacite-ref-the-first-roman-fonts3-7-1[7]cite-ref-venetian-origins-of-roman-type3-8-2[8]. Nei tempi moderni, quello di Nicolas Jenson è stato il più ammirato, con molti revivalcite-ref-the-first-roman-fonts3-7-2[7]cite-ref-olocco-jenson-17-0[17]. Garaldes, che tende a presentare un tratto incrociato di livello sulla "e", discende da un influente carattere del 1495 tagliato dall'incisore Francesco Griffo per lo stampatore Aldo Manuzio, che divenne l'ispirazione per molti caratteri tipografici tagliati in Francia dal 1530 in poicite-ref-palaeotypography-18-0[18]cite-ref-a-view-of-early-typography-up-to-about-1600-19-0[19]. Spesso più leggeri sulla pagina e realizzati in formati più grandi di quelli usati prima per i caratteri romani, i caratteri francesi di Garalde si diffusero rapidamente in tutta Europa a partire dal 1530 per diventare uno standard internazionalecite-ref-palaeotypography2-20-0[20]cite-ref-aldine-the-intellectuals-begin-their-assault-on-font-design-21-0[21].

Anche durante questo periodo, il carattere corsivo si è evoluto da un genere di tipo abbastanza separato, destinato ad usi informali come la poesia, assumendo un ruolo secondario per l'enfasi. Il corsivo è passato dall'essere concepito come disegni e proporzioni separati per poter essere inserito nella stessa linea del carattere romano con un design complementare ad essocite-ref-i-love-typography-22-0[22]cite-ref-vervliet2008-aldine-italic-23-0[23]cite-ref-lane-jphs-24-0[24].

Un nuovo genere di carattere con grazie si sviluppò intorno al XVII secolo nei Paesi Bassi e in Germania che venne chiamato il "gusto olandese" ("goût Hollandois" in francese). Era una tendenza verso caratteri tipografici più densi e più solidi, spesso con un'elevata altezza x (lettere minuscole alte) e un netto contrasto tra tratti spessi e sottili, forse influenzato dai caratteri di lettere gotichecite-ref-printing-types-vol-2-25-0[25]cite-ref-typo-history-1-26-0[26]cite-ref-dutch-taste-johnson-27-0[27]cite-ref-type-and-its-uses-1455-1830-28-0[28]cite-ref-the-briot-project-part-i-29-0[29].

Esempi di caratteri tipografici in vecchio stile Garalde contemporanei sono Bembo, Garamond, Galliard, Granjon, Goudy Old Style, Minion, Palatino, Renard, Sabon e Scala. I caratteri tipografici contemporanei con caratteristiche del vecchio stile veneziano includono Cloister, Adobe Jenson, il Golden Type, Hightower Text, Centaur, Goudy's Italian Old Style e Berkeley Old Stylee ITC Legacy. Molti di questi si fondono nelle influenze di Garalde per soddisfare le aspettative moderne, in particolare inserendo le grazie su un lato sulla "M"; Il chiostro è un'eccezionecite-ref-searching-for-morris-fuller-benton-30-0[30]. Gli artisti nello stile del "gusto olandese" includono Hendrik van den Keere, Nicolaas Briot, mwax0Christoffel van Dijck, Miklós Tótfalusi Kis e i tipi Janson ed Ehrhardt basati sul suo lavoro e Caslon, specialmente le taglie più grandicite-ref-type-and-its-uses-1455-18302-31-0[31].

Caratteri transizionali

I caratteri con grazie mwayktransizionali, o mwayobarocchi, divennero comuni intorno alla metà del XVIII secolo fino all'inizio del XIXcite-ref-shaw2017-32-0[32]. Si trovano tra i caratteri mway8vecchio stile e i mwazamoderni, da cui l'attributo mwazetransizionale. Le differenze tra le linee spesse e sottili sono più pronunciate di quanto non siano nel vecchio stile, ma meno drammatiche di quanto non siano nei caratteri Didone che seguirono. È più probabile che lo stress sia verticale e spesso la "R" ha una coda arricciata. Le estremità di molti colpi non sono contrassegnate da grazie smussate o angolate ma da terminali a sfera. Le facce mwazitransizionali hanno spesso una mwazmh corsiva che si apre verso l'esterno in basso a destracite-ref-type-designs-of-the-past-and-present-part-3-33-0[33]. Poiché il genere collega gli stili, è difficile definire dove inizia e finisce il genere. Molti dei design mwazgtransizionali più popolari sono creazioni successive nello stesso stile.

I caratteri tipografici mwazotransizionali includono all'inizio il "romain du roi" in Francia, poi il lavoro di Pierre Simon Fournier in Francia, Fleischman e Rosart nei Paesi Bassicite-ref-middendorp2004-fleischman-34-0[34], Pradel in Spagna e John Baskerville e Bulmer in Inghilterracite-ref-eighteenth-century-spanish-type-design-35-0[35]cite-ref-unger-2001-36-0[36]. Tra i più recenti sono mwaactransizionali il Times New Roman (1932), Perpetua, Plantin, Mrs. Eaves, Freight Text e i "vecchi stili modernizzati" nel design.

I caratteri tipografici mwaaktransizionali del XVIII secolo in Gran Bretagna iniziano a mostrare influenze dei caratteri tipografici Didone dall'Europa, descritti di seguito, e i due generi si sfocano, specialmente nel carattere destinato al corpo del testo; Bell ne è un esempiocite-ref-the-evolution-of-the-modern-face-roman-37-0[37]cite-ref-transitional-faces-38-0[38].

Caratteri Didone

I caratteri mwabkDidone, o mwabomoderni, con grazie, emersi per la prima volta alla fine del XVIII secolo, sono caratterizzati da un contrasto estremo tra linee spesse e sottili. Questi caratteri tipografici hanno uno stress verticale e grazie sottili con una larghezza costante, con parentesi minima (larghezza costante). Le grazie tendono ad essere molto sottili e le linee verticali molto pesanticite-ref-39[39]. I caratteri mwab8Didone sono spesso considerati meno leggibili dei caratteri con grazie di transizione o vecchio stile. Gli esempi del periodo includono Bodoni, Didot e Walbaum. Computer Modern è un popolare esempio contemporaneo. Il popolare Century è una versione ammorbidita dello stesso design di base, con un contrasto ridotto. I caratteri tipografici Didone raggiunsero il predominio della stampa all'inizio del diciannovesimo secolo prima di declinare in popolarità nella seconda metà del secolo e specialmente nel ventesimo quando emersero nuovi disegni e revival di caratteri vecchio stilecite-ref-ovink-i-40-0[40]cite-ref-ovink-ii-41-0[41]cite-ref-ovink-iii-42-0[42].

In stampa, i caratteri mwac0Didone sono spesso usati su carta lucida per riviste come mwac4Harper's Bazaar, dove la carta conserva i dettagli del loro pozzo ad alto contrasto e per la cui immagine può essere considerato appropriato un design "europeo" nitidocite-ref-43[43]cite-ref-hfj-didot-introduction2-44-0[44]. Sono usati più spesso per il corpo del testo di uso generale, come la stampa di libri, in Europacite-ref-hfj-didot-introduction2-44-1[44]cite-ref-hfj-didot-45-0[45]. Rimangono popolari nella stampa del greco, poiché la famiglia Didot fu tra i primi a fondare una macchina da stampa nella Grecia recentemente indipendente. Il periodo di maggiore popolarità dei tipi di Didone coincise con la rapida diffusione dei manifesti stampati e l'effimero commerciale e l'arrivo di caratteri audacicite-ref-46[46]cite-ref-affichen-schriften-47-0[47]. Di conseguenza, molti caratteri mwaecDidone sono tra i primi progettati per l'uso "display", con uno stile ultra-audace "faccia grassa" che diventa un sottogenere comunecite-ref-fat-faces-their-history-forms-and-use-48-0[48]cite-ref-fat-faces-phinney-49-0[49]cite-ref-the-story-of-our-friend-the-fat-face-50-0[50].

Caratteri a grazie squadrate

I caratteri tipografici mwafsa grazie squadratecite-ref-51[51] risalgono circa al 1817cite-ref-three-chapters-in-the-development-of-clarendon-ionic-typefaces-52-0[52]. Originariamente intesi come disegni che attirano l'attenzione per i poster, hanno grazie spesse, tendenzialmente quanto le linee verticali. I caratteri mwagqa grazie squadrate variano considerevolmente: alcuni come Rockwell hanno un design geometrico con variazioni minime nella larghezza del tratto; altri come quelli Clarendon hanno una struttura più simile alla maggior parte dei caratteri con grazie, sebbene le grazie siano più grandi e più evidenticite-ref-sentinel-historical-background-53-0[53]cite-ref-know-your-type-clarendon-54-0[54]. Questi disegni possono avere grazie che aumentano di larghezza nel corso della loro lunghezza.

A causa della natura chiara e audace dei grandi caratteri con grazie, i disegni mwahma grazie squadrate vengono spesso utilizzati per i poster. Molti caratteri a spaziatura fissa, che occupano la stessa quantità di spazio orizzontale come quelli di una macchina da scrivere, sono mwahqa grazie squadrate. Sebbene non sempre, molti caratteri destinati all'uso di giornali sono mwahua grazie squadrate per una lettura più chiara su carta di scarsa qualità. Molti dei primi tipi mwahya grazie squadrate, essendo destinati ai poster, erano disponibili solo in grassetto, con la differenziazione dovuta alla larghezza, e non avevano lettere minuscole.

Esempi di caratteri tipografici mwahga grazie squadrate comprendono Clarendon, Rockwell, Archer, Courier, Excelsior, TheSerif e Zilla Slab, mentre FF Meta Serif e Guardian Egyptian sono esempi di caratteri tipografici destinati alla stampa di giornali e volantini assimilabili a quelli mwahka grazie squadrate, specialmente in grassetto. Alla fine del XX secolo, il termine mwahoa grazie squadrate in stile "umanista" è stato applicato a caratteri tipografici come Chaparral, Cecilia e Tisa, con forti grazie ma una struttura di contorno con qualche influenza di caratteri tipografici con grazie mwahsvecchio stilecite-ref-phinney-chaparral-55-0[55]cite-ref-luptonart2014-56-0[56]cite-ref-bringhurst-caecilia-57-0[57].

Altri stili

Durante il diciannovesimo secolo, i generi di carattere con grazie oltre ai caratteri convenzionali del testo del corpo proliferaronocite-ref-nineteenth-century-ornamented-typefaces-58-0[58]cite-ref-thinking-with-type-23-59-0[59]. Questi includevano facce "toscane", con estremità ornamentali e decorative ai tratti piuttosto che con grazie, e facce "latine" o "cuneo-con grazie", con grazie appuntite, che erano particolarmente popolari in Francia e in altre parti d'Europa, comprese le applicazioni di segnaletica come biglietti da visita o vetrine di negozicite-ref-60[60].

I caratteri tipografici ben noti in stile "latino" includono Wide Latin, Copperplate Gothic, Johnston Delf Smith e il più sobrio Méridien.

Note

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